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Destinazione Basilea, giorno 3

Autore: Massimo Torrigiani

Categoria: events

08-06-2008

ART BASEL, BASILEA
GIOVEDI 5 GIUGNO
GIORNO 3

Mi sveglia un elicottero della polizia che atterra su un tetto a 30 metri dalla finestra della mia camera d’albergo.

A colazione leggo su The Art Newspaper che quest’anno le vendite ad Art Basel sono state ottime, come sempre, ma più lente, e che molti americani sono restati a casa, mandando qui i loro agenti.

Il mestiere di agente/consulente per gli acquisti d’arte – Art Personal Shopper – diventa sempre più diffuso e organizzato.

Giornata di grandi gallerie.

Vado a vedere lo stand di Massimo De Carlo, Milano.

Il tappeto “Belpaese Galbani” di Maurizio Cattelan e l’opera di Rudolf Stingel.

Ha portato, tra le altre cose, il grande tappeto tondo “Belpaese Galbani” di Maurizio Cattelan (che è in disparte da un po’ e che aspettiamo al varco);

la seduta di Gelitin


un geniale divanetto ovale costruito intorno a sedie di recupero da Gelitin;

Rudolf Stingel

un bellissimo gesso a volute floreali, ornamentali di Rudolf Stingel.

Uno stand dalla elegantissima piega impero.

Varda Caivano.

Da Victoria Miro (Londra) chiedo alla mia amica Cathy cosa c’è di nuovo.

Mi fa vedere il quadro astratto di una pittrice argentina: Varda Caivano.

Un’implosione storica, da Giotto a Kippenberg, Cezanne.

Mi piace molto. Ancora una volta, se fossi collezionista-investitore comprerei.

Pittura astratta, collage e fotografia (senza evidenti digitalizzazioni e senza umani), ecco cosa mi colpisce sopra tutto andando in giro quest’anno per Art Basel.

Ugo Rondinone.

Con eccezioni.

Da Matthew Marks (NY) c’è una foresta incantata di Ugo Rondinone.

Sempre da Victoria Miro, un’enorme scultura di Elmgren & Dragset che prende un po’ in giro Damien Hirst, ma proprio lì vicino, un po’ nascosto, la gallerista ha piazzato ironicamente un Damien Hirst piccolo piccolo, per un cortocircuito leggero e rivelatore.

Guardando in giro: la chirurgia plastica fa più danni della vecchiaia e il culto dell’adolescenza andrebbe consegnato una volta per tutte al secolo scorso e alla Hitler Jugend.

Alle 7 passo nello spazio di Spitalstrasse dove Nike e lo Showstudio di Nick Knight hanno allestito la mostra Art of Football, tra fiera dell’arte e inizio dei campionati europei.

Conosco Joel Tettamanti, un fotografo svizzero molto bravo che abbiamo appena pubblicato su Rodeo.

Poi di corsa al concerto acustico di Patti Smith nella chiesa di Santa Elisabetta

Patty Smith.

Il 5 Giugno 1974 pubbblicava il suo primo singolo.

Suona con lei suo figlio, che alla pubblicazione di quel disco non era ancora nato, insieme a Lenny Kaye alla chitarrra e Jay Dee Daugherty alla batteria: il Patti Smith Group da quell’era remotissima.

Dopo 5 brani filiamo via: c’è un grande “dinner party” in campagna, a casa di un amico.

Stasera a letto presto.

Gli altri vanno a sentire gli Hot Chip ad Arty Party, la festa ufficiale della fiera.

Dalle foto che vedo (e non posso farvi vedere) la festa è riuscita anche troppo.

Domani Liste, gallerie “giovani”, nuove scoperte.


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