Destinazione Basilea, giorno 2Autore: Massimo TorrigianiCategoria: events |
07-06-2008 |

ART BASEL, BASILEA
MERCOLEDI 4
GIORNO 2
Alle 10 vado a fare colazione al Rosental-Garage – un’ex officina/concessionaria vicino alla fiera – dove Chiara e i suoi hanno sistemato la redazione temporanea di Uovo, rivista internazionale d’arte contemporanea con cuore a Torino.
Ci sono anche Daniele Balice (gallerista a Parigi), i critici e curatori Luca Cerizza e Francesco Stocchi, Palo Zani della Galleria Zero di Milano, una delle mie preferite.
Viene avviata un’installazione temporanea, una fontana costrutita con materiali trovati sul posto e destinata ad autodistruggersi entro la fine della fiera.
Francesca mi segue con la macchina fotografica e la telecamera.

Prendo appuntamento con Paolo Zani per andarlo trovare al suo stand. Gli piacciono gli artisti/scienziati, gli esperimenti, le macchine (in)utili, le aritmetiche, le simmmetrie dell’immaginazione.
I punti di incontro tra l’estremamente infantile e l’estremamente serio.
Uno degli stand più belli della fiera, il meno muscolare tra gallerie che gareggiano a chi ha lo stand che vale di più (in dollari) e vincono i diamanti di Damien Hirst e i quadri di lusso di Raqib Shaw, come quello – bello, ma un po’ rigido rispetto agli esordi – nello stand della White Cube di Londra.
Un altare panteista, pagano, ballerino e mortuario.
Un giro per il secondo piano della fiera.
Mi colpisce, non so perché, un quadro eccessivo, una pietà al femminile tutta strass, di Mickalene Thomas, trentenne afro-americana del Bronx che avrà la sua prima mostra personale da Lehmann Maupin a New York il prossimo autunno.
Se fossi un collezionista-investitore, comprerei.
Alle 3 vado a sentire Paul D. Miller, alias Dj Spooky that Subliminal Kid che presenta Sound Unbound – Sampling Digital Music and Culture (MIT Press), un libro sull’oggetto-suono per il quale ha chiesto contributi a un po’ di teste, da Brian Eno a Bruce Sterling.
Subito dopo sarebbbe il mio turno ad Art Lobby, ma il mio compagno di conversazione è rimasto bloccato a Berlino: mi siedo sul palco, chiedo scusa a tutti per l’inconveniente e distribuisco un po’ di copie di Rodeo.
Vado a vedere la sessione pubblica di yoga organizzata dai ragazzi di Y8 di fronte all’ingresso della fiera, nella struttura di vetro di Dan Graham.
L’opera d’arte è nelle nostre teste e le nostre teste nel respiro. Di conseguenza se lo yoga non è arte, sicuramente l’aiuta a respirare.

Cena a casa di Christian Rattemeyer e Cay Sophie Rabinowitz, direttrice artistica dela fiera, con Malcolm MacLaren che ha un’installazione/video qui ad Art Basel, sua moglie Young Kim…
Si fa tardi, ma passo dal bar della Kunsthalle per un ultimo bicchiere.





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